Hedy Lamarr, il primo nudo del cinema che “inventò” i telefonini…

Incantò personaggi noti e meno noti, gente famosa e comune: da Gianni Agnelli a Jean-Pierre Aumont fino al nefasto Adolf Hitler, tutti fatalmente attratti dal suo fascino raro. Non disdegnò gli amori femminili glissando quando glielo si faceva notare: «Io lesbica? Penso piuttosto di essere quel tipo di persona su cui altre donne si fanno strane idee…».

Che magnifica storia la vita di Hedy Lamarr! Bella, bellissima, capelli scuri, pelle di porcellana, occhi di un verde cangiante capaci di mutare secondo il cielo e secondo l’umore. Definita la donna più bella del cinema, era dotata di mistero, genio, senso pratico e mercuriale dialettica. Sintetizzò il suo agente: «Era bellissima, un po’ pazza e terribilmente infelice». Molti hanno scritto di lei, ma pochi hanno saputo cogliere le sfumature più sottili di questa personalità così vitale, unica e sfaccettata.

Edoardo Segantini, inviato del Corriere della Sera, ripercorre nel bellissimo libro Hedy  Lamarr, la donna gatto (Rubettino editore) le sette vite di questa femmina, moglie, madre, diva, scienziata, esule fuori da ogni schema; una femminista ante litteram, padrona del proprio destino in epoche in cui le donne erano relegate dietro i fornelli: fu la prima attrice dello schermo ad apparire in una scena di nudo integrale nel film Estasi. Aveva soltanto 19 anni e il film venne sottoposto a pesanti censure in tutto il mondo perché “scandalosamente” in anticipo sui  tempi. Correva l’anno 1933 e fu l’inizio di un’inarrestabile carriera. In seguito, nella seconda parte della sua vita, fu la geniale inventrice, insieme al compositore George Antheil, di un dispositivo per radioguidare i siluri, dal quale prese avvio la tecnologia della moderna telefonia mobile.

IL SEGUITO DELL’ARTICOLO LO POTETE LEGGERE SU “ELLE” (NUMERO DI AGOSTO IN EDICOLA) OPPURE NEL LIBRO DI EDOARDO SEGANTINI (COPERTINA A DESTRA).

1 commento su “Hedy Lamarr, il primo nudo del cinema che “inventò” i telefonini…”

  1. Nervo. Arrivare d’un fiato alla fine e leggere: “Il resto in edicola”. Da che pulpito poi, visto che lo faccio anch’io con i miei :).
    Andrò in edicola. E anche in libreria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su