IN VIAGGIO CON ENZO BIAGI: LA FINE DI CEAUSESCU E DELLA MOGLIE TUTTA LUSSI E SFARZI

È in edicola l’ultimo numero di east con un mio reportage sulla Romania durante la Rivoluzione del 1989-90. All’epoca lavoravo in Rai, nella redazione di Enzo Biagi in corso Sempione a Milano. Era l’anno della protesta in Piazza Tienanmen, della caduta del Muro di Berlino e della rivoluzione in Romania. Un anno che avrebbe cambiato il mondo e l’Europa. I fatti si succedettero con tale rapidità che Biagi decise di realizzare uno speciale di approfondimento. Partì così la nostra piccola squadra…

Bucarest. Qui mi trovo con Enzo Biagi davanti al Palazzo del Parlamento. Era tutto desolato, al contrario delle piazze dove la gente manifestava e condivideva stati d’animo confusi e paure: da un lato l’euforia per la libertà conquistata, dall’altra il timore di saperla gestire. «L’uomo utilizza la propria vita per raggiungere la libertà – diceva Dostoevskij – una volta ottenuta, però, cerca immediatamente qualcun altro a cui affidarla». Quale sarebbe stato il futuro della Romania?

Per ora il reportage è disponibile nella versione cartacea, acquistabile in edicola e in libreria fino all’uscita del volume successivo (e dopo presso l’ufficio arretrati), oppure acquistando il pdf  online. Sul sito (www.eastonline.it/) è invece possibile leggere gli articoli dei numeri precedenti, oltre ai contenuti su tutti gli argomenti geopolitici. Ecco di seguito alcuni brani del reportage in edicola e – come anticipato – in esclusiva su questo sito le foto del viaggio. Le foto sono inedite e coperte da diritto d’autore. Creative Commons License photo credit: Marina Gersony


Il 25 dicembre Nicolae ed Elena Ceauşescu furono giudicati a seguito di un processo sommario e condannati a morte. Fu l’atto finale della rivoluzione rumena del 1989. Una fine ingloriosa per lo scialbo ex ciabattino olteno e la sua consorte tutta lussi e sfarzi che meriterebbe un capitolo a parte. Come lo meriterebbero i tre rampolli – Valentin, Zoe e Nicu – i parenti e il seguito di quella che è passata alla storia come una delle più efferate dinastie familiari del secolo scorso.
Un Paese desolato, incolore, una terra di nessuno dove regnava l’anarchia: strade semideserte, fangose, calpestate da passanti frettolosi e anacronistici carri trainati da cavalli. Ogni tanto si vedeva arrancare qualche vecchia Oltcit o una Dacia prodotta dalle officine della “Intreprinderea de autoturisme Pitesti”, create nel 1967 in cooperazione dei francesi della Renault.

Il Palazzo del Parlamento (in rumeno: Palatul Parlamentului) a Bucarest, è, con una superficie di 330.000 m², il secondo edificio più grande del mondo per estensione ed il terzo in volume. Il costo della sua realizzazione, non ancora ultimata, è di circa 3,3 milardi di euro. Il suo nome originale era Casa del Popolo (Casa Poporului), ma a partire dalla fine dell'era comunista è chiamato Palazzo del Parlamento. Tuttora molti romeni mantengono il vecchio nome.

Bucarest. Contadini, studenti e operai arrampicati sui trattori che facevano il segno di vittoria e urlavano slogan. Sui convogli della metropolitana, sui tetti, dalle finestre sventolavano le bandiere con il buco al centro, dove era stato tagliato il simbolo del regime comunista.

Bucarest. In questa foto sono con Biagi e Franco Iseppi, collaboratore storico nonché futuro Direttore generale della Rai.

Cluj-Napoca. Qui mi trovo con Doina Cornea, dissidente e una delle fondatrici del Partito Nazionale Contadino. Tra i suoi programmi la centralità religiosa, l’introduzione dell’insegnamento nelle scuole e una politica agraria che ponesse fine alla distruzione ordinata da Ceausescu nelle campagne.
Con Biagi e Silviu Brucan. Definito l’anti-Ceausescu ma filocomunista nonostante il partito fosse stato messo al bando, Brucan rischiava di perdere la poltrona nel governo provvisorio del dopo Ceausescu: era uno dei pochi a dichiararsi contrario all’emarginazione degli esponenti del pc non troppo compromessi con il passato.
Qui mi trovo con Daniela Vladescu, cantante d’operetta e ultima compagna di Nicu, ultimogenito di Elena e Ceausescu. Pur restando nell’ombra, aveva saputo essergli discretamente vicina anche nella disgrazia, dopo il suo arresto.
Timisoara. La caduta di Ceausescu era iniziata qui, il 17 dicembre, quando la sua polizia di Stato aprì il fuoco sui dimostranti pacifici. A scatenare la furia omicida è stata la ribellione di un umile e oscuro pastore luterano, figlio di ungheresi trapiantati da decenni in Transilvania: László Tökés, colpevole di aver denunciato alla televisione il genocidio culturale di Ceausescu contro la minoranza magiara.
Aeroporto di Otopeni. Tra i passeggeri Margarita, Principessa ereditaria di Romania e Custode della Corona Rumena. Primogenita dell’ex sovrano Michele, venne accolta da una piccola folla esultante. Ma anche con un certo imbarazzo da parte delle autorità che in quel momento avevano altro a cui a pensare. Un loro ritorno al potere avrebbe potuto rappresentare un baluardo contro il pericolo di una restaurazione comunista.
Qui sono con Gheorghe Hagi (Săcele, 5 febbraio 1965), l'ex calciatore e allenatore di calcio rumeno. Considerato il miglior giocatore romeno di tutti i tempi, con la sua Nazionale, della quale è record-man di reti con 35 realizzazioni, ha partecipato a tre edizioni della Coppa del Mondo. Nel marzo 2004 è stato inserito da Pelé nella lista dei 125 migliori calciatori viventi.
Gelu Voican Voiculescu. A proposito leggi: www.italia-moldavia.it/html/ceausescu.htm
Il vignettista satirico Mihai Stanescu
Fonte Wikipedia: Colonelul Vasile Maluțan a fost pilotul personal al lui Nicolae Ceaușescu, cel care a pilotat elicopterul cu care Nicolae și Elena Ceaușescu au părăsit sediul Comitetului Central în timpul Revoluției. S-a stins din viață în luna mai a anului 1995, în timp ce efectua lucrări de erbicidare a viei Institutului de Cercetări pentru Cereale și Plante Fundulea. Elicopterul Robinson-22 Beta, înmatriculat YR RBA de producție americană, aparținând firmei SC Agrostar Călărași, s-a prăbușit după ce s-a agățat de un fir electric. Cunoscut ca unul dintre cei mai buni în domeniu, moartea colonelului Vasile Maluțan rămâne un mister, colegii lui povestind că „era în stare să aterizeze cu elicopterul cu motorul oprit de la 50 de metri înălțime”. Accidentul a survenit a doua zi după ce Maluțan afirmase în fața comisiei parlamentare de cercetare a evenimentelor din decembrie 1989 că Ceaușescu plecase din CC și a avut în elicopter tot timpul asupra sa o valiză plină cu documente.
Mio articolo sulla "Fine di una dittatura famigliare" uscito su "Il Giorno" che purtroppo non riesco a ingrandire...
Ancora con Biagi e Silviu Brucan

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