Ryszard Kapuściński, l’uomo che ha dato voce ai poveri

È uscita oggi una mia intervista sul nuovo numero di «East» a Zojka e Alicja, rispettivamente figlia e madre di Ryszard Kapuściński. Per la prima volta il grande scrittore e reporter polacco nei racconti di chi lo ha conosciuto da vicino. La rivista è reperibile online, nelle edicole e librerie.

Sintesi: «Quando ero piccola e lui tornava dai suoi viaggi tutti volevano sentire i suoi racconti. Ma lui diceva: “Se racconti disperdi le parole”. Quindi le teneva per sé e poi scriveva. In seguito me ne sono andata in Canada. Avevo 22 anni. Tornavo periodicamente in Polonia e mi fermavo una ventina di giorni». Zojka Kapuscinska parla così di suo padre, oggi al centro di grandi polemiche nella sua Polonia. Non è l’opinione scontata e prevedibile di una figlia. Come dimostra questa intervista a lei e a sua madre Alicja. Leggi intervista su «East» da oggi in edicola o: http://www.eastonline.it/index.php?option=com_content&view=article&id=610%3Aryszard-era-un-granduomo&catid=73%3Aeast-30-euroshock&Itemid=63&lang=it .

Ne aprofitto anche per segnalare un piccolo e bellissimo libro di Ryszard Kapuściński che gli estimatori del grande scritore scomparso potranno apprezzare. Si intitola  PERCHÉ È MORTO KARL VON SPRETI – Guatemala, 1970 (pp. 96 Collana “Orizzonti” Casa editrice Il Margine, Trento, 2010). Prefazione di Adolfo Pérez Esquivel, premio Nobel per la Pace (Prezzo: Euro 13,00).

«MI RENDO CONTO CHE QUESTO REPORTAGE CONTIENE PAGINE SCONVOLGENTI, E DUNQUE RITENGO NECESSARIO DIRE CHE OGNI SUA FRASE POGGIA SU DOCUMENTI, MENTRE LE MIE IMPRESSIONI PERSONALI OCCUPANO SOLAMENTE UNA PARTE MARGINALE. E’ UN REPORTAGE SUL RAPIMENTO E LA MORTE DEL CONTE KARL VON SPRETI, AMBASCIATORE DELLA REPUBBLICA FEDERALE TEDESCA IN GUATEMALA. MA NON SOLO SU QUESTO. È ANCHE UN REPORTAGE SUL CRIMINE IN QUANTO STRUMENTO DEL POTERE. E ANCORA SUI MECCANISMI DI INTENSIFICAZIONE DEL TERRORE IN UN PAESE IN CUI I METODI DI GOVERNO E DI DOMINIO COLONIALE NON SONO PIÚ POSSIBILI». Ryszard Kapuściński

Uno sferzante atto di accusa contro la manipolazione dei mass media: «Era il periodo in cui si intensificavano le lotte partigiane in America Latina. Nel 1967 muore Che Guevara e il suo reparto viene sgominato in Bolivia, ma nello stesso tempo esistono ancora dei movimenti guerriglieri negli altri paesi, tra i quali il Venezuela, la Colombia e anche il Guatemala. Uno di questi gruppi guerriglieri, in Guatemala, assassinò l’ambasciatore della Repubblica Federale della Germania – Karl von Spreti – nella capitale e quel fatto venne diffuso con grande clamore».

Ryszard KapuscinskiCosì Ryszard Kapuściński, autore di memorabili reportage dall’Africa, dall’Asia, dal Sudamerica – tradotti in trenta lingue – spiegò il senso di “Perché è morto Karl von Spreti”: «Come spesso succede, i massmedia hanno presentato l’evento senza un tentativo di capire di che cosa si trattasse esattamente. Siccome conoscevo il Guatemala, ho scritto un testo che era in un certo senso una polemica contro l’ondata delle assurdità e delle semplificazioni che si erano diffusi nella stampa mondiale. Ho scritto del Guatemala che era ed è ancora uno dei più infelici paesi dell’America Centrale e dell’America Latina, paesi con interminabili dittature, interminabili omicidi, interminabili orrori e povertà. Condannando l’omicidio in sé, ho spiegato in quali circostanze è avvenuto. Questo libro è contro i tentativi di abbindolamento dell’opinione mondiale da parte di noi – i giornalisti. I mass media si dedicano più volentieri ad eventi mondiali clamorosi, rumorosi, e troppo poco esplorano il silenzio. Il silenzio è un segnale della tragedia e spesso del crimine. Il silenzio è necessario ai tiranni e agli occupanti».

Ryszard Kapuściński (1932-2007), giornalista, fotografo e poeta, ha seguito guerre e rivoluzioni in ogni continente dagli anni Sessanta del ventesimo secolo. Ha scritto numerosi libri che sono diventati pietre miliari del giornalismo contemporaneo, tra cui ricordiamo “Il Negus”, “Imperium”, “Lapidarium”, “Ebano”, “La prima guerra del football e altre guerre di poveri”, “In viaggio con Erodoto”. Il Margine ha pubblicato il suo testamento umano, professionale e spirituale, affidato agli studenti che l’hanno intervistato nel suo ultimo viaggio, in Italia: «Ho dato voce ai poveri» (2007).

Creative Commons License photo credit: teachandlearn

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