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In Every Soul There is a Gypsy

di Marina Gersony il 29 giugno 2010

Un film da rivedere: Gadjo Dilo – Lo straniero pazzo (Titolo originale: Gadjo Dilo). Prodotto in Francia nel 1997 e girato in Transilvania, la regia è di Tony Gatlif, algerino di sangue gitano, naturalizzato francese. Genere film: balcanico- drammatico-kusturicano. Durata 100 minuti. Distribuzione Mikado Film. Cast di attori gitani non professionisti: Romain Duris (Stéphane) • Rona Hartner (Sabina) • Izidor Serban (Isidor) • Ovidiu Balan (Sami). Sceneggiatura e musiche Tony Gatlif • Fotografia E. Guichard. Montaggio M. Dartonne). Awards: 10 wins & 4 nominations. Presentato al Festival di Locarno. Pardo d’Argento miglior film. Pardo di Bronzo miglior interpretazione femminile.

Quando uscì in Italia, Gadjo Gilo finì nel circuito del cinema alternativo, a mio avviso a torto perché è un bellissimo film (tra l’altro anche di interesse antropologico) sulla cultura zigana. Ma non è la solita rappresentazione degli eterni rom nei loro aspetti meno nobili triti e ritriti (furto, sporcizia accattonaggio e così via), bensì un’altra faccia viene messa in luce: la gioia, la disperazione, la malinconia e l’orgoglio zigano che passano attraverso la Musica, qui vera protagonista; la Musica come il migliore balsamo per ammorbidire preconcetti e luoghi comuni. Certo, gli ammiccamenti e le piccole furbizie ci sono, così come gli abili espedienti narrativi e una sottintesa lezione sulla tolleranza e la diversità (ciascuno di noi è gadjo rispetto a qualcun altro). Detto questo vi parlo di un film intelligente e sincero che offre molti spunti per sorridere, ridere, commuoversi e piangere. Che non è poco.

La trama: Stéphane, un giovane musicofilo di Parigi, parte alla ricerca di un cantante di cui ha ascoltato la voce in una cassetta musicale. Le sue canzoni avevano accompagnato le ultime ore del padre prima della morte. Instancabile e motivato, cercherà a lungo in un viaggio attraverso l’Europa che lo farà approdare nella Valacchia rumena fine anni Novanta. Della cantante conosce soltanto il nome, Nora Luca, e la magnifica voce incisa su un nastro. Grazie a un anziano gitano, lo scaltro e intrigante Izidor, viene accolto nella comunità rom di un villaggio a 60 Km da Bucarest. L’incontro con la sensuale Nora sarà fatale e il viaggio, nato anche come una ricerca nell’animo umano, si trasforma in un sentimento antico e profondo. Stéphane, trovato l’amore, decide di rimanere. Izidor lo tratta come un figlio e lo difende contro il suo villaggio che lo considera un gadjo, uno straniero. Così, nonostante lo scoglio della lingua e dei sospetti iniziali da parte della piccola comunità nomade, saranno la musica e l’amore per la bella Sabine a compiere il miracolo dell’integrazione. Lo straniero Stéphane integrato fra i disintegrati, è felice. Anche se presto si accorgerà che la sua ostinata ricerca non è altro che il fuggire dal presente. Il suo girovagare da un villaggio all’altro, non è altro che un viaggio attraverso il senso della vita, l’illusorietà del sogno e la consapevolezza di quanto sia difficile vivere ai margini della società da sempre. Di origini gitane, con questo film Tony Gatlif si è confermato un sensibile narratore di storie di marginalità.

A PROPOSITO: LEGGI, GUARDA E ASCOLTA:

Guarda: http://www.youtube.com/watch?v=74RdfFfN24Q&feature=related;

http://www.youtube.com/watch?v=rs3NTFSI2hA&feature=PlayList&p=D8023BE1F40BBA71&playnext_from=PL&playnext=1&index=31

Leggi:http://www.marinagersony.com/2010/01/tsiganes-zigeuner-gypsies-gitanos-cigani-rom-noi-i-signori-del-vento/

http://www.euroalter.com/it/2010/gadjo-dilo-lo-straniero-pazzo/

Ascolta: Jean “Django” Renihardt, il chitarrista jazz belga di etnia sinti  (Wikipedia: Django Reinhardt)


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