Come verranno ricordati i nostri tempi in futuro? Tra i molti aspetti uno potrebbe essere per la doppia realtà in cui vive immerso l’uomo di oggi: reale e virtuale. La realtà virtuale è rappresentata da tutto ciò che non è tangibile; o meglio, da tutto ciò che è riproduzione di qualcuno (avatar) o qualcosa (oggetti, situazioni temporali, scenari e così via). La realtà virtuale è quella che corre sul web, nei filmati, nei libri, nella musica, nell’arte ed è sempre più aderente (o volutamente non aderente) alla realtà reale grazie alle tecnologie più sofisticate. Di tutti questi surrogati della realtà di cui l’uomo oggi ha più che mai bisogno e di cui si nutre (agli esperti lascio le motivazioni psicologiche), la fotografia è – insieme a molte altre forme creative – una delle espressioni più popolari e ambite dalla massa. Oggi tutti fotografano, tutti filmano, tuti riproducono e potrei aggiungere tutti scrivono, compongono, creano e così via. Se da un lato la creatività è alla portata di tutti grazie agli strumenti facilmente reperibili anche a basso costo, e dunque di per sé diventa un valore democratico, dall’altro il talento e l’eccellenza rischiano divenire sommersi da un eccesso di produzione spesso di bassa o nessuna qualità. Un rischio che rende il mondo sempre più piatto, omologato e uguale a se stesso anche nella sua rappresentazione.
Penso quindi che sia fondamentale valorizzare chi oggi è portatore di qualità e di contenuti, in tutte le arti e in tutti gli ambiti del nostro vivere moderno. Per questo oggi vi segnalo due fotografe diversissime tra loro ed entrambe ricche di immaginazione, sensibilità e talento.
La prima si chiama Laura Brazzo. Laureata in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Pavia nel 2007, tra il 2002 e il 2007 è stata membro del Centro di Politica Estera e Opinione pubblica presso l’Università degli Studi di Milano e membro del Secretariat of the Commission of History of International Relations. Attualmente lavora come ricercatrice presso la Fondazione CDEC e ha pubblicato diversi libri. (Bio dettagliata: http://www.quest-cdecjournal.it/index.php?issue=1, una sua intervista per conoscerla meglio: http://blog.jpeggy.it/?p=1858); alcune sue foto sono visibili su: http://www.repubblica.it/persone/2010/03/10/foto/donne_tirana-2584668/1/) e un paio qui sotto (© Laura Brazzo).


La seconda si chiama Claudia Rocchini ed è una fotografa/giornalista con una solida esperienza in diverse testate nazionali. Dopo anni nelle redazioni, Claudia ha scelto la fotografia come professione e come atto creativo: scrive di fotografia su importanti riviste di settore come FOTOGRAFIA REFLEX in edicola e online (www.reflex.it, la prima rivista di fotografia su internet) e fotografa il mondo. Non ultimo proprio di recente ha fondato un gruppo su fb (di cui è amministratore insieme a Paola Casali) che si chiama Fotografe Italiane su Facebook con contenuti visibili a tutti e che sta riscuotendo ogni giorno maggiore successo. Perché solo fotografe e non fotografi?. Spiega Claudia: «Qui non si tratta di quote rosa, definizione che detesto così come detesto il concetto di etichetta. Sto collaborando con Paola Casali a un progetto per la promozione della fotografia femminile. Nei blog e nei gruppi vari dedicati alla fotografia è predominante la presenza maschile, con toni e modi che molto spesso disincentivano la partecipazione delle donne. Viceversa sono convinta che creando spazi appositi sia possibile far emergere discussioni non esclusivamente legate al mezzo con cui si fotografa e agli aspetti strettamente tecnici». Non a caso il gruppo Fotografe italiane su Facebook è un luogo di discussione che contiene informazioni molto interessanti, curiosità, riflessioni, novità e moltissimi spunti per chi si vuole avvicinare con serietà alla fotografia ma anche per chi è già professionista in un mondo dove fotografare (e creare) sembra facile e alla portata di tutti. In apparenza… Le foto di Claudia Rocchini sono visibili su http://www.flickr.com/photos/claudia_rocchini/ e alcune qui sotto.







