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Israele e i pompelmi politicizzati

di Marina Gersony il 25 maggio 2010

lined and readyI supermercati Coop e Conad hanno detto “no” al marchio Agrexco facendo leva su sentimenti antisraeliani, pregiudizi e generalizzazioni. Principale esportatore di prodotti agricoli israeliani, con il marchio Carmel, Agrexco commercializza il 70 per cento di tutta la frutta e verdura prodotta dalle colonie israeliane in Cisgiordania. La notizia sta facendo il giro sul web tra prese di posizione, commenti, smentite e dibattiti accesi (http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1129735&t=Made_in_Israel_boicottato_Coop_e_Conad_no_ai_prodotti_alimentari;http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_24/supermercato-coop-conad-agexco-cisgiordania_territori%20occupati_13f5d344-6732-11df-a510-00144f02aabe.shtml. Mettiamola così: non credo davvero che boicottare il cibo sia una buona iniziativa, da qualunque parte del mondo esso provenga (a meno che non sia avariato). Comunque la si pensi, il cibo non ha e non deve avere colore, ideologia o connotazioni razziste. Il cibo è nutrimento, è prezioso, è sacro, appartiene a tutta l’umanità e tutti ne hanno diritto. E come tale va trattato. Chi ha deciso di boicottare i prodotti israeliani o è in malafede o ha deciso di strumentalizzare uno stato di tensione che certamente non si allenta grazie a iniziative simili (al contrario, le accresce).

A cosa serve boicottare il cibo? Non vedo nessun nesso tra cibo e causa palestinese.  In Israele si può mangiare cibo proveniente da tutto il mondo, di tutte le tadizioni, kosher e non kosher. Cibo per tutti, che va dal Gefillte fish ai McDonald kosher fino al tipico kebab a base di carne, tipico della gastronomia turca, persiana e araba. E poi cosa facciamo? Boicottiamo tutto? I prodotti cinesi per il Tibet, quelli di provenienza russa per la Cecenia e la Georgia, quelli palestinesi per gli israeliani, quelli americani per Iraq, Iran e ancora: quelli serbi per i croati, quelli napoletani per i lombardi, quelli milanesi per i monzesi, le foglie di basilico della propria vicina di casa perché ci sta antipatica… Agli italiani piacerebbe che gli Usa boicottassero i prodotti del Belpaese perché non amano, chessò, la nostra classe politica di destra o di sinistra che sia? No sense! A meno che – per buttarla sul ridere – non vogliamo stare tutti a dieta. Il processo di pace è cosa lunga, conflittuale, dolorosa e complessa, ma da qui a usare pompelmi e asparagi per aizzare gli animi è vergognoso. Senza scordare che il commercio è anche fonte di scambio, merci e relazioni tra Paesi e dunque anche di pace e di equilibrio.greenhorn

Il dibattito «Per il boicottaggio di Coop e Conad» è visibile su http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=106397136072473.

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