Inter
cettazioni di conversazioni o comunicazioni telefoniche e di altre forme di telecomunicazioni. Spyware e software che raccolgono informazioni sull’attività online di un utente senza il suo consenso: essere controllati, etichettati, radiografati e spiati è sotto gli occhi di tutti, certezza più che sensazione che quasi non fa più notizia. Le previsioni orwelliane si sono avver ate, fatto che sta allarmando legislatori e governi di tutto il mondo intenti a interrogarsi sul da farsi: da una parte una legislazione mondiale poco omogenea, frammentata e non chiara (ognuno bada a sé); dall’altra utenti e cittadini (fruitori) che diventano sempre più vittime di malware (software maligni) che hanno come obbiettivo la raccolta di informazioni sulla navigazione oppure l’utilizzo del computer come veicolo promozionale per siti e servizi: invio di pubblicità non richiesta (spam); modifica della pagina iniziale o della lista dei Preferiti del browser; oppure attività illegali q uali la redirezione su falsi siti di e-commerce (phishing) e così via.
La tendenza è ormai sotto gli occhi di tutti ed è destinata a crescere.
Non ultimo , proprio in questi giorni, Facebook ha attirato l’attenzione per le solite questioni legate alla privacy, tasto dolente per il social network più diffuso del mondo. Il fondatore Mark Zuckerberg ha fatto sapere che stanno lavorando alacremente per garantire un maggiore controllo. Chi utilizza fb ha avrà già visto comparire sulla fascia in alto del proprio profilo (p. e. nella sezione Info) la scritta: «Ora le sezioni del tuo profilo rimandano alle Pagine che riflettono i tuoi interessi. Anche se non ne hai ancora aggiunta nessuna, noi abbiamo individuato le informazioni presenti sul tuo profilo e le abbiamo associate alle relative Pagine». Con tanto di spiegazione poco comprensibile, male articolata o esaustiva per chi non è esperto (ma anche per chi lo è un po’ di più). Il punto tuttavia è un altro: chi controlla i controllori? E chi sorveglia i sorveglianti? Chi sta dietro le quinte a manovrare il mare magnum delle informazioni? Cosa ne sappiamo noi? A mio parere questo è oggi il problema maggiore. Il confine fra lecito e illecito è spesso troppo labile; chi governa e legifera non è sempre garante di trasparenza o degno di fiducia (lo sappiamo, anche da noi in Italia). Tutto questo innestato su un corpo di utenti spesso mal e disinformato e poco consapevole su quanto stia cambiando velocemente la nostra esistenza. Virtuale e di conseguenza reale.





