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Napolitano, 25 Aprile, Al Gore, informazione, giornalisti e Current TV

di Marina Gersony il 25 aprile 2010

Il Presidente Napolitano ha esaltato il 25 aprile come «festa della riunificazione d’Italia», anniversario da rafforzare per creare un «nuovo clima» nel Paese e superare le contrapposizioni. E mentre il Capo dello Stato (unico che sembra ancora essere dotato di buonsenso) ha invitato la nostra classe politica a una comune assunzione di responsabilità per uscire dalla «spirale di contrapposizioni», il mondo va avanti con notizie che mi sembrano più stimolanti rispetto a risse, bizze, ripicche,  protagonismi e via andare. Come per esempio le parole di Al Gore al International Journalism Festival a Perugia sul mondo dell’informazione; parole che condivido solo in parte ma che almeno hanno il pregio di porre l’attenzione su un tema di rilievo, ossia sulla metamorfosi dell’informazione a livello planetario. L’ex-vicepresidente degli Usa, premio Nobel per la pace 2007, ha elogiato il web in un sistema ancora dominato dalla tv ma dove Internet ha aperto e apre nuove prospettive. Gore ha poi presentato la sua Current TV, di cui dal 2008 esiste una edizione italiana, e ha invitato ad avere coraggio. Per fare buona informazione, ha affermato, ci vuole spirito di innovazione e di indipendenza. In Italia, secondo il Nobel, «ci sono giornalisti di grande livello ma troppi sono costretti a piegarsi al sistema del business delle news». Ha poi lanciato un messaggio a tutti noi  «costretti» dal sistema radiotelevisivo (e io aggiungo dai media nostrani in generale): «Se avete problemi a raccontare una storia – ha dichiarato -, portatela a Current tv e noi la trasmetteremo». Grande Gore, nulla da eccepire, il tuo invito è stimolante. Il problema però è un altro e riguarda tutti, carta stampata, web, radio e tivù (Current inclusa, almeno in Italia): i mezzi di informazione retribuiscono i collaboratori, i battitori liberi e i freelance poco e male; uno per campare dovrebbe essere figlio di papà o miliardario di suo o essere uno che vive d’aria e di passione (quest’ultima è una categoria in crescita, popolata soprattutto da giovani). Su questo punto, caro Gore, come la mettiamo? Il lavoro del giornalista è da considerarsi ancora un lavoro o è una passione per pochi eletti?  E cosa dire di coloro che hanno un contratto? Per loro sono tutte rose e fiori? «In Italia ci sono molti bravi giornalisti – ha concluso Gore nel dibattito pubblico a cui ha partecipato anche Roberto Saviano -. Molti di loro sono dovuti venire a compromessi con il modello di business a sostegno delle notizie». Gore su questo punto ha perfettamente ragione, e per questo il suo messaggio di incoraggiamento, il suo invito a partecipare attivamente e con senso di responsabilità al grande blob mediatico, ha un senso negli Stati Uniti o in altri Paesi europei dove il lavoro del giornalista – soprattutto se giovani e freelance  con voglia di fare – viene adeguatamente considerato, apprezzato, sollecitato, motivato e retribuito. In Italia non è così. In Italia valgono altre regole, ma questa è un’altra storia: estenuante, lunga e infinita.

Current TV è un network televisivo internazionale di informazione indipendente. Fondato nel 2005 da Al Gore – ex vicepresidente degli Stati Uniti, Premio Oscar per il documentario ecologista Una scomoda verità e Premio Nobel per la Pace 2007 – e dall’imprenditore e avvocato Joel Hyatt. Premiata nel 2007 con un Emmy Award per il suo originale servizio TV interattivo, Current è una piattaforma cross-mediale attiva 24 ore su 24 che integra televisione e internet. Currentcurrent.com), si fonda sul concetto degli User Generated Content (contenuti generati dagli utenti), dunque conta sulla partecipazione attiva di un pubblico di «young adults» (18-35 anni), pronto a proporre e fruire dei contenuti con l’intento di creare una coscienza collettiva attraverso lo scambio partecipativo d’informazioni da ogni angolo del pianeta. Current ha implementato per prima nell’industria televisiva il modello dei «contenuti creati dallo spettatore» (VC2 – Viewer Created Content), che costituiscono circa un terzo delle trasmissioni della rete. Il network ha inoltre sviluppato un nuovo modello di spot chiamato V-CAMs («Viewer Created Advertising Messages»), ovvero messaggi pubblicitari creati dallo spettatore. Current è attualmente visibile negli Stati Uniti, Inghilterra, Irlanda, Italia attraverso i partner di distribuzione Comcast (Canale 107), Time Warner, DirecTV (Canale 366), Dish Network (Canale 196), BSkyB (Canale 193) e Virgin Media CableSKY Italia (canale 130). Le trasmissioni italiane sono partite l’8 maggio 2008. Dalla primavera 2009 va in onda anche nel quarto paese del network: il Canada. Dalla rete al satellite, Current TV offre proposte che tendono a discostarsi dalle usuali programmazioni e soprattutto investono su idee e persone nuove. Il concetto alla base di questo modo di fare televisione consiste nel proporsi come alternativa alle forme tradizionali d’informazione imposta dall’alto, senza possibilità di feedback da parte dell’utenza. Con Current invece la tv è fatta con la partecipazione degli utenti. Secondo il co-fondatore Hyatt: «Si tratta di portare l’Internet intelligente in TV, non la TV stupida sugli schermi di Internet». (Fonte: Wikipedia).

Lo scorso 21 marzo Current TV (current.com) ha ospitato il discusso programma «Annozero» di Michele Santoro, dopo che i talk show politici erano stati sospesi prima delle elezioni regionali.

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