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Ipazia

di Marina Gersony il 30 aprile 2010

Alla vigilia della tanto attesa e tanto discussa uscita del kolossal Agorà‎ di Alejandro Amenabàr, Ipazia è già un caso letterario e alimenta un dibattito che non accenna a smorzarsi.  La figura di Ipazia, alla quale si ispira il film con Rachel Weisz, è rimasta per molto tempo nell’ombra.  Ipazia era astronoma, matematica, musicologa, medico, filosofa, erede della scuola alessandrina e fu fatta massacrare da Cirillo, vescovo di Alessandria.  Con questo delitto la cultura occidentale ha definitivamente escluso la donne dalla sfera del sapere. La vita di Ipazia è una delle più antiche parabole su un conflitto secolare ma ancora attuale: fede e ragione, uomo e donna.  L’importanza di questo personaggio è ancora sottovalutata: per secoli la scienza sperimentale moderna ha creduto di avere un solo padre, Galileo, quando in realtà possiede anche un madre, nata 1200 anni prima di Galileo: Ipazia. Il ritratto che ci è stato tramandato è quello di una donna di intelligenza e bellezza straordinarie.  Fu l’inventrice dell’astrolabio, del planisfero e dell’idroscopio, oltre che la principale esponente alessandrina della scuola neoplatonica. Aggredita per strada, fu scarnificata con conchiglie affilate, accecata, smembrata e bruciata.

Questo assassinio è considerato dal grande storico Edward Gibbon, detto il Voltaire inglese, “una macchia indelebile” nella storia del cristianesimo.  Sul personaggio di Ipazia hanno scritto Voltaire, Diderot, Proust, Pèguy, Leopardi, Pascal, Cavino, Luzi e molti altri ancora.  Su Facebook esiste un gruppo che chiede: Dichiariamo festa nazionale il giorno della morte di Ipazia.  All’inizio del III millennio l’UNESCO, dietro richiesta di 190 stati membri, ha creato un progetto internazionale che intende favorire piani scientifici al femminile nati dall’unione delle donne di tutte le nazionalità, perché attualmente nell’ambito della scienza solo il 5% delle donne ricopre cariche di responsabilità. L’UNESCO ha chiamato questo progetto IPAZIA.

Ipazia

DI ADRIANO PETTA E ANTONIO COLAVITO

MARTEDI 4 MAGGIO ORE 18,30

INTERVERRÁ L’AUTORE ADRIANO PETTA

a seguire un brindisi con gli ospiti offerto da Degustibus

LIBRERIA CENTOFIORI PIAZZALE DATEO 5 – Milano – (Tel. per conferma 02 7381670)

Il libro si divide in due parti, la prima che narra la sua storia vera e propria riportandoci tappe storiche e avvenimenti legati alla vita della studiosa. La seconda parte è una sorta  di “confessione” in cui è Ipazia stessa a parlare, narrandoci dei suoi sogni, delle ricerche e del suo sapere.

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