On FacebookRSS feed by EmailEmail Me

A pranzo con Jonathan Safran Foer. Racconto integrale su “Elle” di maggio da oggi in edicola

di Marina Gersony il 16 aprile 2010

L’appuntamento era alle 13.15 al Joia di Milano, un elegante ristorante vegetariano. Ero in ritardo a causa del mio motorino che come al solito si era messo a fare le bizze. Avevo letto il suo libro sugli animali destinati a finire sulle nostre tavole e mi ero ripromessa di difendere i miei punti di vista (crudista e carnivora). Non polemizzare, mi sono detta, cerca di ascoltare le ragioni altrui. Anche se ha scritto che non è consigliabile mangiare la carne (riconosco con ottime motivazioni), ricordati che è sempre lui, il Safran Foer che ti ha fatto sognare con Ogni cosa è illuminata; quello che insieme a Nicole Krauss forma la coppia letteraria più glam in Usa. E poi ti sei perfino iscritta su FB al suo Fanclub (…).  Dopo un pranzo luculliano, ho avvertito nel mio intimo che tutto sommato (e perché no), avrei potuto convertirmi a un vegetarianesimo moderato (mai e poi mai però noiosamente vegana come Natalie Portman). Complice un vinello bianco di cui ora non ricordo più il nome, abbiamo iniziato a discettare sulle nostre nonne e sul cibo kasher: la sua, est-europea, che apre il primo capitolo del libro e la mia, austro-polacca, che mi ha lasciato in eredità il ricordo di profumati Apfelstrudel e di sublimi Sachertorte. Per ovvi motivi, sul gulasch di mia nonna ho elegantemente glissato. Dopo un caffè, il mio nel frattempo d’orzo e il suo no, siamo andati a fare due passi ai giardini pubblici per proseguire la nostra chiacchierata.

Che potete leggere su Elle da oggi in edicola!

{ 2 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Lubna Ammoune aprile 19, 2010 alle 23:56

Dovremmo scrivere un libro dedicato alle nostre nonne, personalità straordinarie che hanno permesso alle noste esistenze di trovarsi lungo il cammino per incrociarsi e volgere lo sguardo al futuro senza voltare le spalle al passato. Ammiro la tua capacità di arrivare a scrivere di queste storie, con questa sensibilità. Continua a cercarle per poi raccontarcele

Lubna Ammoune aprile 19, 2010 alle 23:57

Dovremmo scrivere un libro dedicato alle nostre nonne, personalità straordinarie che hanno permesso alle nostre esistenze di trovarsi lungo il cammino per incrociarsi e volgere lo sguardo al futuro senza voltare le spalle al passato. Ammiro la tua capacità di arrivare a scrivere di queste storie, con questa sensibilità. Continua a cercarle per poi raccontarcele

Lascia un commento

Articolo precedente:

Articolo successivo: