L’appuntamento era alle 13.15 al Joia di Milano, un elegante ristorante vegetariano. Ero in ritardo a causa del mio motorino che come al solito si era messo a fare le bizze. Avevo letto il suo libro sugli animali destinati a finire sulle nostre tavole e mi ero ripromessa di difendere i miei punti di vista (crudista e carnivora). Non polemizzare, mi sono detta, cerca di ascoltare le ragioni altrui. Anche se ha scritto che non è consigliabile mangiare la carne (riconosco con ottime motivazioni), ricordati che è sempre lui, il Safran Foer che ti ha fatto sognare con Ogni cosa è illuminata; quello che insieme a Nicole Krauss forma la coppia letteraria più glam in Usa. E poi ti sei perfino iscritta su FB al suo Fanclub (…). Dopo un pranzo luculliano, ho avvertito nel mio intimo che tutto sommato (e perché no), avrei potuto convertirmi a un vegetarianesimo moderato (mai e poi mai però noiosamente vegana come Natalie Portman). Complice un vinello bianco di cui ora non ricordo più il nome, abbiamo iniziato a discettare sulle nostre nonne e sul cibo kasher: la sua, est-europea, che apre il primo capitolo del libro e la mia, austro-polacca, che mi ha lasciato in eredità il ricordo di profumati Apfelstrudel e di sublimi Sachertorte. Per ovvi motivi, sul gulasch di mia nonna ho elegantemente glissato. Dopo un caffè, il mio nel frattempo d’orzo e il suo no, siamo andati a fare due passi ai giardini pubblici per proseguire la nostra chiacchierata.
A pranzo con Jonathan Safran Foer. Racconto integrale su “Elle” di maggio da oggi in edicola
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Dovremmo scrivere un libro dedicato alle nostre nonne, personalità straordinarie che hanno permesso alle noste esistenze di trovarsi lungo il cammino per incrociarsi e volgere lo sguardo al futuro senza voltare le spalle al passato. Ammiro la tua capacità di arrivare a scrivere di queste storie, con questa sensibilità. Continua a cercarle per poi raccontarcele
Dovremmo scrivere un libro dedicato alle nostre nonne, personalità straordinarie che hanno permesso alle nostre esistenze di trovarsi lungo il cammino per incrociarsi e volgere lo sguardo al futuro senza voltare le spalle al passato. Ammiro la tua capacità di arrivare a scrivere di queste storie, con questa sensibilità. Continua a cercarle per poi raccontarcele