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Eletti e sconfitti: riflessioni minime post elezioni…

di Marina Gersony il 31 marzo 2010

Manualetto del candidatoA proposito di elezioni… leggete gente e meditate.  Dedicato a: trionfanti, esultanti, sconfitti, soddisfatti, delusi, invidiosi, fiduciosi, rancorosi, pragmatici, cinici, idealisti, distaccati ecc. E a tutti coloro che – del mestiere e non – intendano candidarsi alle prossime elezioni… Bon courage!

Manualetto del candidato

Istruzioni per vincere le elezioni
di Quinto Tullio Cicerone (Curatore L. Canali. Editore Manni, 2004).
Se si deve parlare di prima repubblica, eccola. È quella descritta in questo manualetto, Commentariolum petitionis, scritto da Quinto Tullio Cicerone ad uso del fratello Marco, che al momento di questa lettera si stava candidando al consolato e non era ancora il personaggio di immensa celebrità che avrebbe attraversato la Storia. Questo testo ci guida nei percorsi abili e astuti della repubblica romana. Ma ci offre anche indicazioni preziose per capire da quale mondo, da quale moralità e da quale visione viene la politica così come la viviamo e la conosciamo, la apprezziamo e disprezziamo noi, ai nostri giorni…

E adesso un po’ di citazioni (più o meno colte) giusto per essere realisti:

«Io sono un duro però un giusto. Qui non si fanno distinzioni razziali, qui si rispetta gentaglia come negri, ebrei, italiani o messicani. Qui vige l’eguaglianza: non conta un cazzo nessuno!». (Il sergente istruttore Lee Ermey alle reclute, Full metal jaket).

«Se volessimo capire in cosa consiste davvero la razza umana, dovremmo solo osservarla in tempo di elezioni». (Mark Twain, Autobiografia, 1924 – postuma).

«L’unica consolazione, di fronte a certi duelli elettorali fra due candidati, è che almeno uno dei due perderà». (Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987).

«Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia». (Otto von Bismarck – attribuito anche a Georges Clemenceau).

«Voto. Simbolo e strumento della facoltà che ha ogni libero cittadino di dimostrarsi uno sciocco e di rovinare il proprio paese».(Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911).

«Chi parla di voti inutili è totalitario e in mala fede, i voti inutili possono essere utili se servono ad eleggere qualcuno e questo qualcuno sono io! Io, concittadini di Roccasecca, io umile servo di questa nobile Rocca, Secca per modo di dire! Antonio La Trippa. Vota Antonio La Trippa». (Comizio del candidato, Totò, Gli Onorevoli).

«Se le elezioni servissero a cambiare veramente qualcosa sarebbero illegali». (Anonimo).

«I nostri sogni non entreranno mai in un’urna elettorale». (Anonimo).

«Le elezioni favoriscono i chiacchieroni». (Georges Bernanos, I grandi cimiteri sotto la luna, 1938).

«Elettore. Colui che gode del sacro privilegio di votare per l’uomo scelto da un altro uomo». (Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911).

«Gabbare. Assicurare gli elettori che, una volta eletti, non si ruberà». (Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911).

«La differenza tra Democrazia e Dittatura è che in Democrazia prima si vota e poi si prendono ordini; in una Dittatura non c’è bisogno di sprecare il tempo andando a votare». (Charles Bukowski, Compagno di sbronze, 1972).

«Un politico pensa alle prossime elezioni, un uomo di stato alle prossime generazioni». (James Freeman Clarke, Sermons on the Lord’s Prayer, 1888).

«Non si vota mai per qualcuno, ma contro qualcun altro». (Giordano Bruno Guerri, Pensieri scorretti, 2007).

«Se i partiti non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori». (Corrado Guzzanti, Il libro de Kipli, 1992).

«Se fai parte di una società che vota, allora vota. Forse non ci saranno candidati e decisioni per cui votare… ma senza dubbio ce ne saranno di quelli contro cui vorrai votare. Nel dubbio, vota contro». (Robert Anson Heinlein, Lazarus Long l’Immortale, 1973).

«Quanto meglio sarebbe se i voti si potessero pesare, anziché contare». (Georg Lichtenberg, Aforismi, 1766/99 – postumo 1902/08).

«Tali gli elettori, quali gli eletti. Se i secondi sono cattivi, è perché i primi sono anche peggiori». (Edmond Thiaudière, Note di un pessimista, 1892).

{ 2 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Francesca marzo 31, 2010 alle 14:25

Fantastico Guzzanti!!

yardena aprile 1, 2010 alle 12:45

«Un politico pensa alle prossime elezioni, un uomo di stato alle prossime generazioni». (James Freeman Clarke, Sermons on the Lord’s Prayer, 1888).
Visto che votare si deve in democrazia, almeno guardassero avanti!!

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