Continuo a pensare che il ministro dell’Interno Roberto Maroni sia un uomo molto spiritoso. L’ultima che gli è passata per la mente è di presentare un decreto in base al quale i nuovi richiedenti di permesso di soggiorno dovranno sottoscrivere un accordo per l’integrazione con una serie di doveri da adempiere, tra i quali: conoscenza della lingua italiana, iscrizione al servizio sanitario nazionale, conoscenza della Costituzione. Riguardo ai punti uno e due se ne può discutere, tranne forse che l’italiano lo dovrebbero imparare anche molti autoctoni, tra cui certi politici alla Di Pietro o alla Mastella (solo per citarne alcuni) che farebbero bene ad andare a un corso accelerato di dizione. Riguardo al terzo punto, mi viene da ridere. Premetto: certo che sarebbe fantastico se gli immigrati sapessero recitare a memoria gli articoli della Costituzione. No question. Ma forse dovrebbero saperlo fare anche numerosi rappresentanti alla Camera e al Senato. Suppongo non siano in molti neanche quelli che l’abbiano almeno sfogliata. Prima di impegnarsi a erudire gli immigrati sulla nostra Carta, dunque, il nostro spiritosissimo Maroni dovrebbe stanziare una cifra per istituire dei corsi full immersion per molti suoi esimi colleghi: di destra, centro o sinistra poco importa. Oltre all’italiano e alla Costituzione, imparino a comportarsi, a stare al mondo, a parlare l’inglese senza accento. Imparino a essere meno ignoranti come capre, provinciali, ridicoli, penosi. Imparino a stare più zitti, più sobri, si cucino la bocca, non vadano più in video se non per fare un resoconto settimanale dei lavori realizzati. Imparino a ritirarsi dal gossip e lavorare, lavorare, lavorare. E in sordina. L’Italia ha bisogno di questo. Non solo degli immigrati che recitino la Costituzione. Non sarà per caso la solita ideuzza lievemente razzista del nostro simpatico lumbard? La cosa divertente, per non dire comica, è che i leghisti (sicuramente grandi esperti della Costituzione, sigh!) lottano duri e puri per inserire il dialetto nelle scuole, dove anche gli italiani non scherzano: vi ricordate di quel sondaggio che riassumeva il livello culturale dei ns. compatrioti? Diceva grosso modo che il 60% dei cittadini non è in grado di leggere un banale articolo di giornale. E non parlo, obviously, di Kultura… Mon Dieu!Costituzione, asini, immigrati, Maroni e sense of humour
Continuo a pensare che il ministro dell’Interno Roberto Maroni sia un uomo molto spiritoso. L’ultima che gli è passata per la mente è di presentare un decreto in base al quale i nuovi richiedenti di permesso di soggiorno dovranno sottoscrivere un accordo per l’integrazione con una serie di doveri da adempiere, tra i quali: conoscenza della lingua italiana, iscrizione al servizio sanitario nazionale, conoscenza della Costituzione. Riguardo ai punti uno e due se ne può discutere, tranne forse che l’italiano lo dovrebbero imparare anche molti autoctoni, tra cui certi politici alla Di Pietro o alla Mastella (solo per citarne alcuni) che farebbero bene ad andare a un corso accelerato di dizione. Riguardo al terzo punto, mi viene da ridere. Premetto: certo che sarebbe fantastico se gli immigrati sapessero recitare a memoria gli articoli della Costituzione. No question. Ma forse dovrebbero saperlo fare anche numerosi rappresentanti alla Camera e al Senato. Suppongo non siano in molti neanche quelli che l’abbiano almeno sfogliata. Prima di impegnarsi a erudire gli immigrati sulla nostra Carta, dunque, il nostro spiritosissimo Maroni dovrebbe stanziare una cifra per istituire dei corsi full immersion per molti suoi esimi colleghi: di destra, centro o sinistra poco importa. Oltre all’italiano e alla Costituzione, imparino a comportarsi, a stare al mondo, a parlare l’inglese senza accento. Imparino a essere meno ignoranti come capre, provinciali, ridicoli, penosi. Imparino a stare più zitti, più sobri, si cucino la bocca, non vadano più in video se non per fare un resoconto settimanale dei lavori realizzati. Imparino a ritirarsi dal gossip e lavorare, lavorare, lavorare. E in sordina. L’Italia ha bisogno di questo. Non solo degli immigrati che recitino la Costituzione. Non sarà per caso la solita ideuzza lievemente razzista del nostro simpatico lumbard? La cosa divertente, per non dire comica, è che i leghisti (sicuramente grandi esperti della Costituzione, sigh!) lottano duri e puri per inserire il dialetto nelle scuole, dove anche gli italiani non scherzano: vi ricordate di quel sondaggio che riassumeva il livello culturale dei ns. compatrioti? Diceva grosso modo che il 60% dei cittadini non è in grado di leggere un banale articolo di giornale. E non parlo, obviously, di Kultura… Mon Dieu!Articolo precedente:Berlu Rabbi, Israele e l’Ue…
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